Non si può non comunicare, perché anche solo respirando comunicheresti qualcosa, non credi?

Comunichiamo costantemente, in una trasmissione di codici continua, giornalmente connessi con il mondo intero, anche restando in silenzio. La comunicazione è un bisogno vitale per ognuno di noi e crea la realtà in cui viviamo.

Non comunicare con gli altri è sicuramente possibile se si rimane in solitudine, ma una conversazione avverrà, che tu ne sia cosciente o meno. Sto parlando della comunicazione con te stesso, utile per comprendere le emozioni che provi e i bisogni da soddisfare per essere felice.

Anche quando si ha tempo a disposizione, non si riesce a entrare in contatto con quello che succede all’interno, generando confusione e stress. È paradossale pensare a come si pianifichi il tempo per ogni cosa ma non il tempo per coltivare la consapevolezza del respiro, che è l’essenza della presenza mentale. Essere presente a te stesso e ascoltarti è un regalo che fai a te stesso e un seme prezioso nella comunicazione con il Sé e con le persone che fanno parte della tua vita.

Cosa accadrebbe se smettessi di usare il pilota automatico e premessi il tasto pausa?

Fallo solo per qualche minuto. Per il tempo che serve affinché tu possa sentire quella vocina dentro di te che ti sussurra di fermarti ad ascoltare quali emozioni stai provando. Come in un aereo, il pilota automatico permette di azionare tutti i meccanismi necessari per il corretto svolgimento del volo, senza interventi da parte dell’equipaggio. Questa funzione viene usata regolarmente nella nostra vita.

Ti è capitato di guidare e arrivare a destinazione senza aver pensato coscientemente al tragitto che hai compiuto? Così come le azioni, anche le parole dette possono essere l’effetto di un automatismo. Nel momento in cui i nostri comportamenti o i nostri pensieri si manifestano automaticamente, compiamo azioni senza essere realmente consapevoli di quello che stiamo facendo.

Ammetto che il pilota automatico ha il vantaggio di farci svolgere diverse azioni nello stesso tempo, così qualcuno riesce a guidare, ascoltare un podcast, pensare alla risoluzione dei problemi e agli impegni della giornata; ci si dimentica di essere presenti durante il tragitto, perché è in moto la velocità di esecuzione, non la calma della presenza. Il pilota automatico ha però lo svantaggio di farci ripetere vecchi copioni, non sempre utili al nostro benessere.

Le emozioni che proviamo sono collegate agli impulsi, alle sensazioni e ai pensieri. Se mettiamo ordine e impariamo ad ascoltare le differenti dimensioni della nostra interiorità apprenderemo che gli stati d’animo vanno osservati, ascoltati, senza giudizio.

L’empatia è un’abilità fondamentale della comunicazione empatica e viene sviluppata solo se si cerca di comprendere altri punti di vista. L’empatia si basa sull’auto-consapevolezza e quindi, più aperti siamo verso le nostre emozioni, più abili saremo nel leggere le emozioni e i sentimenti altrui, attraverso messaggi che viaggiano prevalentemente su canali di comunicazione non verbale. Come avrai notato, le persone tendenzialmente evitano di esprimere a parole i propri sentimenti o le proprie emozioni, per paura di sentirsi giudicati.

Noi non vediamo le cose per quello che sono, vediamo le cose per quello che siamo, Anaïs Nin

È quello che accade quando, accecati dall’ego, dalla rabbia, spinti da un bisogno e da un’emozione di tristezza, puntiamo il dito contro qualcuno, dimenticando l’amore e la compassione. Se l’obiettivo è avere ragione, allora questa è la strada giusta; la stessa, ad esempio, che porta due persone che si amavano a smettere di comunicare, nel tentativo di stare meglio.

Così come abbiamo imparato a parlare, a scrivere, così è possibile apprendere l’arte della comunicazione empatica, elemento fondante della Scienza del Sé.

Ma per essere felici basterebbe deporre le armi da guerra, allontanarsi dall’idea di positivo o negativo, giusto o sbagliato, abbassare la voce, ascoltare le parole, i silenzi e le emozioni di chi abbiamo di fronte. Si sprecano molte energie a utilizzare violenza nella comunicazione, alzando la voce e dicendo parole che feriscono, annebbiati da emozioni grandi e incontrollabili che offuscano la mente e il cuore.

In assenza di giudizio si può attingere alla nostra capacità di interpretare fatti, eventi e opinioni, senza filtri, esprimendo le emozioni che emergono. Questo porterà a identificare e specificare il bisogno non soddisfatto, in modo semplice e chiaro. Successivamente il bisogno potrà essere soddisfatto attraverso la formulazione di una richiesta. Se la richiesta è senza pretese e se si esprimono emozioni e bisogni, creeremo più empatia, ottenendo ciò che vogliamo senza conflitti.

Invece di evidenziare ciò che è sbagliato in un’altra persona, ascolta i messaggi provenienti dal tuo interno, senti le emozioni che provi, non smarrirle, prenditi cura di loro e di te stesso.

Prima di comunicare con qualcuno, ricorda di comunicare con te stesso, così da non mettere distanze e puntare il dito. Così da aumentare la vicinanza, tendere la mano e accarezzare l’anima.